Le aziende florovivaistiche internazionali stanno fuggendo dall’Etiopia a causa del peggioramento del conflitto nella regione nord-occidentale di Amhara, un importante polo di coltivazione di fiori.
Selecta One, nota azienda tedesca ha dichiarato che avrebbe spostato la produzione dal suo sito di Kunzila ad Amhara ai vicini Kenya e Uganda, affermando che «la situazione politica instabile e l’incerto ambiente militare sono stati i motivi principali di questa decisione». L’azienda, che ha iniziato ha lavorare in Etiopia nel 2021, sta altresì licenziando più di 1.000 dipendenti locali.
Il florovivaismo e l’esportazione di fiori sono tra le attività trainanti dell’economia etiope, con più di 500 milioni di dollari di entrate generate l’anno scorso. Il florovivaismo è il secondo settore di esportazione dopo il caffè, assicurandosi una quota di mercato del 5,5%, pur essendo ancora dietro alla quota del Kenya di circa il 16%.
E Selecta non è la sola azienda ad aver abbandonato la zona teatro del conflitto. Anche le ditte olandesi Flower Farms e Tana Flora, che hanno lasciato Amhara l’anno scorso a seguito di episodi di saccheggio e incendio doloso, mentre Abyssinia Flowers, Dutch Flower Group e Alpha Flora, hanno sospeso la produzione.
La guerra è iniziata due anni fa e coinvolge il governo etiope e Fano, un gruppo eterogeneo di milizie. I combattimenti si verificano nel timore di una guerra regionale più ampia, mentre aumentano le tensioni nella vicina regione settentrionale del Tigray. Fano in precedenza aveva combattuto a fianco dell’esercito etiope e delle forze eritree, contro il Fronte di liberazione popolare del Tigray, durante la guerra civile del Tigray del 2020-2022.